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Ultrasuonoterapia

Ultrasuonoterapia

Gli ultrasuoni sono vibrazioni acustiche aventi una frequenza superiore ai 20.000 Hz e quindi non percepibili all’orecchio umano, che si diffondono sotto forma di onde di compressione-decompressione accompagnate da un movimento di “andata e ritorno” delle particelle che costituiscono il mezzo di trasmissione

Applicando delle cariche elettriche sulle facce di una lamina di quarzo o di materiale ceramico, si ottiene la compressione del cristallo, invertendone il senso, si ottiene al contrario un’espansione del cristallo stesso (effetto piezoelettrico)

La successione di compressioni e decompressioni determineranno l’instaurarsi di una serie di vibrazioni utilizzabili a scopo terapeutico.

Gli ultrasuoni si ottengono quindi in maniera artificiale, sfruttando un principio fisico

Un apparecchiatura per ultrasuonoterapia è costituito da un generatore di corrente alternata (generalmente da 1 MHz a 3 MHz), che alimenta, tramite un cavo, una testa emittente nella quale è inserito un trasduttore, costituito appunto da un disco piezoelettrico o da una lamina di quarzo, che ha il compito di convertire l’energia elettrica in energia meccanica, ossia in vibrazioni acustiche che vengono trasmesse ai tessuti.

Secondo il “concetto di attenuazione”, quando le onde ultrasonore viaggiano attraverso il tessuto, perdono una certa porzione della loro energia a causa di 3 meccanismi

1. Assorbimento (+++)

2. Divergenza del raggio

3. Deflazione

L’attenuazione aumenta all’aumentare della frequenza,quindi un segnale di 1 Mhz ha un’attenuazione minore (quindi penetra più profondamente) di un segnale a 3 Mhz

Altro concetto fisico applicato agli ultrasuoni è quello di “divergenza” cioè il grado in cui il raggio si disperde dal trasduttore; essa diminuisce all’aumentare della frequenza, quindi maggiore è la frequenza, più focalizzato è il raggio…ma anche maggiore l’attenuazione!

La “deflazione” è infine l’ultimo concetto ed include in se i processi di

• Riflessione

• Rifrazione

• dispersione

L’interazione tra gli ultrasuoni ed i tessuti biologici crea sostanzialmente quattro tipi di effetti:

1) meccanici

2) termici

3) chimici

4) cavitazionali

l’azione meccanica è da addebitarsi al movimento delle particelle appartenenti ai tessuti attraversati dall’onda ultrasonica. In tal modo vengono a prodursi delle variazioni pressorie che determinano un movimento dei liquidi ed un aumento della permeabilità di membrana, oltre ad una scompaginazione tissutale dovuta alla separazione delle fibre collagene.

L’effetto termico è correlato alla propagazione dell’energia ultrasonica all’interno dei tessuti e dipende dalle caratteristiche di assorbimento del mezzo biologico e dalla riflessione di energia; la somma dell’onda riflessa e dell’onda incidente genera un aumento di calore che è maggiore a livello del tessuto osseo dove circa il 30% dell’energia viene riflessa;

L’aumento della temperatura cutanea è quindi modesto, specie se raffrontato con altre forme di diatermia, ma si verifica una buona penetrazione e contestuale riscaldamento a livello muscolare e delle strutture profonde.

L’effetto chimico determina modificazioni del pH locale e della permeabilità della membrana cellulare, accompagnate da cambiamenti molecolari indotti dalle notevoli forze accelerative alle quali vengono sottoposte le molecole dei tessuti attraversate dall’onda ultrasonica.

Con il termine di cavitazione s’intende la capacità degli ultrasuoni di generare, all’interno di un fluido, delle piccole bolle del gas in esso disciolto, accompagnato ad un loro successivo aumento dimensionale e ad una conseguente possibile esplosione di queste ultime. Quest’ultimo principio non ha alcuna applicazione terapeutica in fisioterapia ma piuttosto in medicina estetica umana

Modalità di applicazione degli ultrasuoni

Modalità a contatto diretto

utilizzo della testina mobile con metodo a massaggio diretto sulla cute sfruttando la presenza di un gel conduttivo (che elimina l’aria tra la testina e il tessuto). Si esegue una pressione con spostamento lento di 2-3 cm al secondo su una superficie totale non superiore a 50 cm²

utilizzo della testina fissa con contatto diretto della cute tramite l’interposizione di gel mantenuta in loco durante l’intero trattamento

• Modalità ad immersione

viene di norma utilizzato quando la zona da trattare sia piccola o irregolare oppure talmente dolente da impedire di fatto il contatto diretto con la testina. La distanza della testina, calata in acqua insieme alla parte da trattare, dalla cute in questo caso deve essere non superiore ai 2-3 cm

Indicazioni Terapeutiche

Gli ultrasuoni trovano il loro campo d’applicazione terapeutico in tutte le patologie dell’apparato locomotore nelle quali si ricerchi un effetto antalgico, antinfiammatorio e miorilassante; in particolare attraverso l’ultrasuonoterapia è ottenibile:

Un effetto analgesico dovuto all’innalzamento termico ed all’azione diretta degli ultrasuoni sulle terminazioni nervose sensitive.

Un effetto vasodilatatorio, conseguente all’elevazione termica, che accelera la riparazione dei danni tissutali e la risoluzione dei processi infiammatori.

Un azione fibrolitica indotta dall’oscillazione delle particelle tissutali prodotta dagli ultrasuoni, e che determina lo scompaginamento delle fibre collagene dei tessuti fibrotici.

Un effetto miorilassante legato sia all’effetto termico, che all’azione di micromassaggio tissutale indotta dagli ultrasuoni.

Nella pratica di tutti i giorni le principali patologie trattate con gli ultrasuoni sono:

• Tendiniti

• Borsiti

• Capsuliti

• Artrosi

• Ematomi organizzati e tessuti cicatriziali

• Contratture muscolari

Gli obiettivi raggiungibili

• Aumentare estensibilità del collagene per migliorare il ROM

• Diminuzione spasmi (contratture)

• Diminuzione dolore (artrosi)

• Aumento del flusso sanguigno (riparazione)

Volendo riassumere in un semplice riquadro i parametri e le variabili di uno strumento ad ultrasuoni, possiamo dire che:

In modalità continua abbiamo il massimo effetto termico

In modalità pulsata al 20% abbiamo il massimo effetto meccanico

In modalità pulsata al 50% ritroviamo entrambi gli effetti in maniera equivalente

Alla frequenza di 1 Mhz gli ultrasuoni raggiungono una profondità di 3-5 cm

Alla frequenza di 3 Mhz gli ultrasuoni raggiungono una profondità di 1-3 cm

L’intensità indica l’energia totale irradiata, espressa in Watt.

In base alla sonda utilizzata, si parla di W/cm2 per considerare la quantità di energia.

Ad esempio 5 W e sonda da 5 cm2= 1W/cm2

Varia in base alla zona da trattare , in relazione alla concentrazione di tessuti molli

1,5- 2 W/cm2 se moderato-abbondanti tessuti molli

1-1,5 W/cm2 se moderati

0,5-1 W/cm2 se scarsi (es. carpo)

Controindicazioni

Processi flogistici acuti

Neoplasie

Lesioni cutanee ed alterazioni della sensibilità

L’applicazione di ultrasuoni va evitata, anche a dosaggi terapeutici, in corrispondenza dei globi oculari e dell’utero gravido, al fine di evitare il fenomeno della cavitazione.

Si sconsiglia l’uso in presenza di mezzi di sintesi metallici e / o di protesi articolari, dato il loro maggior potere di assorbimento rispetto ai tessuti circostanti, che può portare surriscaldamento e scollamento dovuti all’effetto vibratorio indotto dagli u.s.

Non sembra più attuale la controindicazioni in caso di osteoporosi, dato che l’effetto piezoelettrico indotto dagli ultrasuoni, potrebbe avere un effetto addirittura positivo nei confronti dell’osteogenesi.

Particolare attenzione va riposta nel trattamento di aree poste nelle vicinanze del midollo spinale dopo intervento di laminectomia

Occorre evitare l’applicazione diretta sull’aia cardiaca per la possibilità d’interferenza sulla conduzione e la contrazione cardiaca stessa.

Evitare l’esposizione diretta di pace-maker e di altra apparecchiature impiantate per i possibili danni permanenti che ne possono conseguire

Tromboflebiti

Infezioni